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		<title>Repressione e consenso popolare (due parole sulla Siria)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 12:44:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di ciò che sta accadendo in Siria si capisce poco. Giungono testimonianze atroci, di assassinii di civili, donne e bambini. Tuttavia il rumore di fondo è più forte delle informazioni, ed è difficile farsi un&#8217;idea chiara. Una cosa però è certa: eventi del tipo siriano aiutano a mettere a nudo le incoerenze di noialtri, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=trialserrors.wordpress.com&amp;blog=15997716&amp;post=1192&amp;subd=trialserrors&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di ciò che sta accadendo in Siria si capisce poco</strong>. Giungono <a href="http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2012/02/201222217113608655.html">testimonianze atroci</a>, di assassinii di civili, donne e bambini. Tuttavia il rumore di fondo è più forte delle informazioni, ed è difficile farsi un&#8217;idea chiara. Una cosa però è certa: eventi del tipo siriano aiutano a mettere a nudo le incoerenze di noialtri, e l&#8217;analfabetismo giuridico e civile che caratterizza molte opinioni in circolazione nelle nostre società, italiana ed europea. Ad esempio, di quei gruppi che l&#8217;anno scorso salutavano estasiati le &#8220;primavere arabe&#8221;, e che, nei confronti di ciò che accade in Siria, esibiscono indifferenza, se non grande cautela e perfino scetticismo. <span id="more-1192"></span></p>
<p><strong>Sulla Siria ognuno creda un po&#8217; quello che gli piace</strong>. Perfino che laggiù, da qualche mese in avanti, allegre comitive di amici si stiano riunendo tutti i giorni in piazza a festeggiare, cantare, ballare e sparare petardi. <strong>Il problema sono argomentazioni di tenore &#8220;democratico&#8221; che su quel Paese si sentono di tanto in tanto rimuginare</strong>. Le stesse che giravano sull&#8217;Iran nel 2009, ai tempi delle manifestazioni contro i risultati elettorali per le presidenziali, o che si sentono a proposito di Hamas, a Gaza: &#8220;eh, ma quei governi hanno il sostegno popolare&#8221;.</p>
<p><strong>Questa del &#8220;sostegno popolare&#8221; è una fesseria che getta luce sulla confusione che regna nella zucca chi la sostiene</strong>, (proclamandosi democratico, divensore dei poveri, degli oppressi, della libertà) in merito ai concetti di democrazia, di libertà, di giustizia, di diritti civili ecc. ecc. I regimi di Assad e Ahmadinejad hanno sostegno popolare? Boh! E chi lo sa? Potrebbe anche essere. Fatto sta che parlare di una cosa come il &#8220;consenso&#8221;, in quei contesti, è semplicemente ridicolo, stupido, insensato.</p>
<p><strong>Il consenso popolare, cari guerriglieri difensori della giustizia sociale e della democrazia, non è un&#8217;entità metafisica collettiva</strong>, come da tradizione rousseauniana a cui i vostri cervellini, (e si direbbe, talvolta, inconsapevolmente) fanno riferimento. Si tratta di un fenomeno che non dipende tanto da &#8220;quali sono le opinioni politiche&#8221; della gente, ma dalla <strong>possibilità di scelta tra molti prodotti politici alternativi, resa possibile da un certo contesto normativo e istituzionale</strong>. Le istituzioni democratiche (quelle vere) non servono a rendere manifesta la &#8220;volontà generale&#8221; (una cosa che, per quanto ne disquisissero Rousseau, Hegel e i loro seguaci, non è mai esistita, se non nelle loro teste) ma a garantire, e perfino stimolare, la libera concorrenza sul mercato delle idee e delle ideologie politiche, ed evitare che qualcuna di esse prenda il sopravvento in modo definitivo. Solo in un simile contesto di libera offerta politica &#8211; che implica, tra l&#8217;altro, la tutela e non la repressione delle minoranze &#8211; è sensato parlare di sostegno popolare al governo.</p>
<p><strong>In caso di monopolio di Stato, ogni tentativo di promuovere nuove idee, ed eventualmente diffonderle tanto da creare consensi maggioritari, è considerato illegale, e soppresso sul nascere</strong>. Ciò che sta avvenendo in Siria, o avviene in Iran, o a Gaza, ne è la dimostrazione. Può darsi che i governi di quei Paesi abbiano davvero un consenso popolare maggioritario; è tuttavia sicuramente vero che eventuali consensi alternativi sotto quei regimi non sono possibili, ed è vietato e represso ogni tentativo di coltivarli liberamente. Le repressioni del regime di Assad saranno forse esercitate legalmente, in nome di una ipotetica maggioranza popolare in suo sostegno. Ciò non le rende tuttavia meno arbitrarie, né rende logicamente coerenti o meno risibili le argomentazioni dei nostri umanitari scettici democratici.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/trialserrors.wordpress.com/1192/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/trialserrors.wordpress.com/1192/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=trialserrors.wordpress.com&amp;blog=15997716&amp;post=1192&amp;subd=trialserrors&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quattro ipotesi sulla Grecia (e sull&#8217;Europa)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 13:40:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quel che ho capito, sul destino economico e politico della Grecia si possono fare quattro ipotesi, auspicate o temute a seconda delle opinioni.</p>
<p>1 - <strong>La Grecia segue il piano di austerità imposto dalla &#8220;Troika&#8221;</strong>: licenziamenti dei dipendenti pubblici, riduzioni salariali, tagli di spesa e pensioni, privatizzazioni liberalizzazioni ecc. Giuste, o sbagliate che siano, queste sono le condizioni che l&#8217;Europa, l&#8217;Fmi e la Bce esigono per erogare i nuovi prestiti ed evitare la dichiarazione di un default che molti esperti dicono già tecnicamente avvenuto. L&#8217;accordo è semplice: ti aiuto, ma in cambio devi smantellare il tuo sistema economico, fondato su un apparato pubblico abnorme, inefficiente e clientelare, e creare i presupposti per uno sviluppo sano futuro, all&#8217;interno dell&#8217;euro. Il problema di questa terapia è che di fatto, nei tempi ristretti imposti dai mercati finanziari, potrebbe ammazzare il paziente. Un sistema economico in cui una larga parte della popolazione viveva di risorse distribuite politicamente (o quasi)  e impiegate senza alcun criterio di efficienza e produttività non può essere smobilitato in un giorno (ma neanche in un paio d&#8217;anni) senza produrre enormi scompensi sociali. La gente di colpo si trova senza lavoro, senza sapere cosa fare, senza un sistema produttivo capace di reintegrarla in altre attività, e i sacrifici imposti dall&#8217;austerità pubblica deprimono ogni possibilità di investimento privato, per rilanciare, o meglio, nel caso della Grecia, reinventare un&#8217;economia che a parte un po&#8217; di turismo e di agricoltura, ha poco da offrire. <span id="more-1170"></span></p>
<p>2 -<strong> La Grecia fa default</strong>. Non paga più i debiti, e per una serie di ragioni (di cui io stesso non comprendo fino in fondo le dinamiche) esce dall&#8217;euro e ritorna alla dracma. Plauso dei sostenitori dell&#8217;inquietante teoria della lobby internazionale finanziaria e politica, (Fmi, Bce e grandi banche, Merkozy, gli Usa, gli alieni ecc.): la Grecia non cede ai &#8220;ricatti&#8221; delle banche e dei poteri forti; fa come l&#8217;Argentina e l&#8217;Irlanda, e attraverso una miracolosa politica di welfare e di &#8220;spesa pubblica per stimolare i consumi&#8221;, risorge, in una forma equa, solidale, creando un&#8217;economia in cui la ricchezza è equamente distribuita secondo un&#8217;idea di sviluppo sostenibile. A parte il fatto che è difficile capire come un paese che ha vissuto per più di dieci anni di spesa pubblica illimitata ed arbitraria fatta truccando i conti (e tanto valeva, i Greci, pagarli per andare la mare, piuttosto che per svolgere lavori assurdi e inutili) possa essere rilanciato con altra spesa pubblica, la realtà di un ritorno alla dracma sarebbe purtroppo diversa, <a href="http://epistemes.org/2012/02/14/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sul-default-greco-ma-non-avete-mai-osato-chiedere/">come spiega Mario Seminerio</a>:</p>
<blockquote><p><em>Ma la Grecia non potrebbe tornare alla dracma?</em><br />
In astratto si, ma nel tempo necessario a reintrodurre una propria valuta si avrebbe il completo collasso del sistema finanziario e creditizio greco. Corse agli sportelli bancari, lo stato impossibilitato a pagare stipendi e pensioni, le imprese private fallirebbero, vi sarebbero violentissimi moti di piazza ed una regressione verso l’economia di sussistenza ed il baratto, prima di arrivare ad una stabilizzazione. Superfluo aggiungere che anche il cosiddetto sistema democratico del paese finirebbe sotto un treno. Malgrado le fole propalate da spacciatori di bufale, uscire dall’euro è operazione comunque <a title="Ma quanto è facile uscire dall’euro" href="http://phastidio.net/2012/02/02/ma-quanto-e-facile-uscire-dalleuro/">catastrofica</a>.</p></blockquote>
<p>Insomma, alla fine forse, la moneta svalutata aiuterebbe una ripresa, incentivando le esportazioni, ma si ripartirebbe davvero dal fondo dell&#8217;abisso e la risalita sarebbe durissima, e si lascerebbero alle spalle comunque morti, feriti e mutilati. E occorre ricordare sempre, che l&#8217;economia greca ha ben poco da esportare, che siano materie prime o prodotti manifatturieri.</p>
<p>3 &#8211; <strong>La Grecia viene salvata, punto</strong>. Vengono annullati politicamente i suoi debiti, e l&#8217;Europa gli invia una serie di convogli di treni carichi di biglietti da cinquecento euro, da distribuire alla popolazione  secondo i bisogni di ciascuno, perché ne faccia quello che più gli piace, senza alcun obbligo di restituzione. Un regalo, in nome della giustizia distributiva, dell&#8217;equità sociale, e della felicità collettiva. Questa è, pressappoco, l&#8217;idea proposta (in varie versioni, ma insomma, il succo è quello) da molti &#8220;indignados&#8221; e teorici dei &#8220;modelli alternativi&#8221; dell&#8217;economia equa, solidale, etica, ecc. ecc. Bella: ma perché non fare la stessa cosa, che ne so, con la Somalia?</p>
<p>4 &#8211; <strong>L&#8217;Unione Europea diventa, di fatto, un&#8217;unione fiscale e politica</strong>, con la possibilità di emettere debito comunitario, una banca centrale prestatrice di ultima istanza, capace di sostenere i debiti emettendo moneta. Si tratta di una scelta forse inevitabile: si ha l&#8217;impressione che non farlo, checché se ne dica o se ne pensi, porterà presto o tardi allo sfaldamento dell&#8217;esperimento monetario ed economico europeo. Tuttavia, l&#8217;ipotesi non è facile da mettere in pratica.  Significa, per le Nazioni europee &#8211; per una volta uso questo termine, con un pizzico di storicismo, ma solo per utilità: sarebbe assurdo non considerare quanto siano forti, per ragioni storiche, culturali, linguistiche ecc. i sentimenti nazionali dei tedeschi o dei francesi e di tutti gli altri, e pure forse, a modo nostro, de noartri &#8211; rinunciare alla loro sovrana indipendenza. Significa, per i tedeschi, e gli altri paesi &#8220;virtuosi&#8221;, condividere con i greci e i portoghesi e gli altri, le decisioni su come debbano essere utilizzate le loro risorse e la ricchezza da loro prodotta. E&#8217; comprensibile che, alle loro orecchie, la faccenda possa suonare odiosa: perché mai &#8211; penseranno &#8211; io devo mettermi in casa un fannullone, con l&#8217;obbligo di pagargli i vizi? Potrebbe darsi piuttosto che i tedeschi accettino di fare l&#8217;Europa politica, ma con le loro regole e tenendo per sé la <em>governance</em> economica. Più che una federazione europea avremmo però una Grande Germania (o FrancoGermania o insomma, Nord-ania). In ogni caso, se si facesse l&#8217;unione fiscale e politica,  per le aree economicamente deboli ci sarebbe il rischio di diventare più depresse, corrotte e clientelari che mai, ancorché tranquille e felici. Senza le pressioni esterne connesse ai rischi default sui debiti sovrani infatti nessuno in quelle aree si sognerebbe di fare riforme che distruggono privilegi e sistemi pubblici irresponsabili.</p>
<p><strong>Riassumendo</strong>: delle quattro ipotesi le prime due conducono entrambe in Grecia al dissesto sociale, ed è difficile capire quale sia la più catastrofica per i poveri greci. Inoltre, sono inevitabili, se la Grecia vuol diventare un&#8217;economia e una democrazia forte,  a meno di non scegliere la terza via o la quarta via. La terza è bellissima, ricorda molto quella contrada di nome Bengodi</p>
<blockquote><p>&#8220;nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un&#8217;oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giú, e chi piú ne pigliava piú se n&#8217;aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d&#8217;acqua&#8221;. (dove le genti in cima alle montagne di formaggio ovviamente sono i tedeschi e gli altri europei virtuosi <em>ndr</em>)</p></blockquote>
<p>La quarta potrebbe forse creare una stabilità, senza però necessariamente sanare i problemi economici greci (cioè, impostare un sistema produttivo efficiente in quel Paese) e delle altre economie fragili. Succederà, non succedera? Chissa? Certo, se non avviene, si tornerà a qualcosa di simile all&#8217;Europa d&#8217;anteguerra. L&#8217;eventuale futura Federazione europea potrebbe però essere diversa da come se la sono figurata i sognatori europeisti.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/trialserrors.wordpress.com/1170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/trialserrors.wordpress.com/1170/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=trialserrors.wordpress.com&amp;blog=15997716&amp;post=1170&amp;subd=trialserrors&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Responsabilità dei giudici, se una norma non è la soluzione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:14:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, approvato la scorsa settimana alla Camera, e in attesa di votazione al Senato  lascia perplessi. Non tanto per la sua funzione specifica, quella di stabilire la possibilità che un magistrato che abbia inflitto dolosamente danno a qualcuno lo rifonda di tasca propria, ma perché rischia di distorcere le valutazioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=trialserrors.wordpress.com&amp;blog=15997716&amp;post=1133&amp;subd=trialserrors&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, approvato la scorsa settimana alla Camera, e in attesa di votazione al Senato  lascia perplessi</strong>. Non tanto per la sua funzione specifica, quella di stabilire la possibilità che un magistrato che abbia inflitto dolosamente danno a qualcuno lo rifonda di tasca propria, ma perché <strong>rischia di distorcere le valutazioni dei problemi della giustizia penale italiana</strong>, e anzi, crearne di ulteriori. La responsabilità civile può essere giusta o meno, (di certo, <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/03/responsabilita-civile-giudici/">esiste già</a>, ma è lo Stato, e non il singolo, a risarcire), ma forse sbagliano quei &#8220;liberali&#8221; che la considerano un rimedio agli abusi o alle strumentalizzazioni giudiziarie da parte dei magistrati. Una simile idea, in fondo, risponde alla logica del &#8220;chi sbaglia paga&#8221; tipica di una concezione della giustizia che di liberale non ha granché. Le questioni sono altre, e finché non si risolveranno quelle ci saranno gli arbitrii; e finché ci saranno quelli, la responsabilità civile, a carico dello Stato o del singolo giudice, probabilmente creerà solo altri pasticci e dispute giudiziarie. <span id="more-1133"></span></p>
<p>Premessa un po&#8217; teorica, ma forse utile: in una visione liberale l&#8217;ordinamento giudiziario non serve a &#8220;vendicare le ingiustizie&#8221; o &#8220;punire i colpevoli&#8221;, ma a tutelare al massimo la libertà individuale da eventuali azioni arbitrarie, proprio quando essa è maggiormente in pericolo (come avviene quando si è accusati di qualche reato). <strong>Il sistema si basa sul principio della &#8220;presunzione di innocenza&#8221; e funziona, più o meno, come la ricerca scientifica sperimentale</strong>: l&#8217;ipotesi di innocenza a favore di un accusato viene convenzionalmente mantenuta come vera, finché non si trovino sufficienti evidenze contrarie in grado di confutarla, e di supportare quella alternativa della responsabilità di reato, definita dalla legge.</p>
<p><span style="color:#000000;">Istituti come la contrapposizione volutamente enfatizzata tra accusa e difesa, le giurie, i giudici terzi, i gradi di giudizio, servono a creare un &#8220;quadro sperimentale&#8221; il più possibile oggettivo e pubblico, funzionale a mettere alla prova l&#8217;ipotesi di innocenza. <strong>Si deve tuttavia sempre considerare che la sentenza finale è anch&#8217;essa un&#8217;ipotesi, una verità processuale</strong>, definitiva solo per il fatto che, diversamente dalla scienza dove la ricerca non finisce mai, non si possono investigare le azioni e le responsabilità di una persona all&#8217;infinito, a un certo punto bisogna fermarsi.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Date queste considerazioni, la questione della responsabilità civile dei magistrati sembra perdere significato.</strong> E&#8217; l&#8217;ordinamento processuale nel suo complesso a farsi carico di una sorta di &#8220;responsabilità generale&#8221; sul destino degli accusati, (e risulta coerente, rispetto a questo ragionamento, che sia lo Stato a rifondere gli eventuali danni subiti). Presupposto del processo penale è il riconoscimento dichiarato </span>che le parti nella celebrazione del processo ricoprono ruoli esplicitamente “faziosi”. L’accusa, per definizione,  è dolosa nel tentare di arrecare un danno all’imputato (facendolo condannare), mentre la difesa è per principio &#8220;dolosa&#8221; nel tentare di coprire un eventuale colpevole: solo attraverso la contrapposizione pubblica delle loro “opinioni”, di fronte a giudici e giurie terze, e la revisione del giudizio in gradi successivi, si può sperare di raggiungere un qualche grado di oggettività nella sentenza definitiva. Esplicitando e contrapponendo la faziosità delle parti, e consentendo i gradi successivi si incorpora nel processo la loro responsabilità e quella del personale giudicante nei confronti dell&#8217;imputato.</p>
<p><strong>I problemi del nostro sistema giudiziario sono altri,</strong> <strong>e si possono forse riassumere così: </strong>in Italia un vero sistema accusatorio, in cui accusa e difesa sono dichiaratamente parziali e contrapposte, di fronte a un giudice o giuria terza, non c’è. O meglio, formalmente c’è, ma è azzoppato da una serie di elementi che ne alterano il funzionamento, e sbilanciano i procedimenti a favore delle tesi accusatorie.</p>
<p><span style="color:#000000;">Fattori di questo tipo sono, ad esempio, <strong><a href="http://www.difederico-giustizia.it/wp-content/uploads/2010/02/articolo_incocervo_2009_n4.pdf">l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale</a></strong>, divenuta in un contesto di milioni di procedimenti, giustificazione per l&#8217;arbitrarietà delle scelte dei pubblici ministeri rispetto a quali portare avanti. Oppure, <strong>la mancata separazione delle carriere di magistrato inquirente e giudicante</strong>.  Coniugato alla lentezza dei processi, questo aspetto può portare a situazioni bizzarre, per cui un imputato può trovarsi ad essere giudicato, in appelli successivi, dal suo accusatore in quelli precedenti.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">E&#8217; assente (ed è, a quanto mi risulta, una peculiarità tutta nostra)<strong> un qualche meccanismo impersonale  che responsabilizzi preventivamente i pubblici ministeri nello svolgimento della loro attività, e funzioni da contrappeso al loro potere</strong>.  A questo scopo, in altri Paesi sono stati adottati accorgimenti come la s<strong>eparazione delle funzioni investigative da quelle accusatorie</strong>, onde evitare il verificarsi di un elementare conflitto di interessi (se la mia funzione è cercare di mandarti in prigione è ovvio che potrei essere tentato di inventarmi le prove), oppure il <strong>carattere provvisorio, su mandato elettorale, della funzione di procuratore</strong>.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Organismi di controllo sui pm, si può obiettare, esistono</strong>: il Consiglio superiore della magistratura, e il Giudice per le indagini preliminari. Tuttavia la credibilità del primo è assai scarsa, essendo un istituto di “autogoverno” dei magistrati, eletto da loro stessi. Il Gip può respingere le richieste del pm, ma non ne limita le scelte. <strong>Un pm può, di fatto, esercitare l’azione penale secondo le sue inclinazioni personali</strong>, ideologiche o politiche, per dar fastidio alla reputazione qualcuno e infliggergli una &#8220;gogna&#8221; mediatica, o magari per ottenere visibilità mediatica lui stesso, e poi non importa se il tutto si conclude in un “non luogo a procedere”. Il tutto senza limiti di spesa. Queste eventualità sono fortemente incentivate dalla <strong>contiguità d’uffico tra pm e gip,  e dall’affinità ideologica o, talvolta, dai legami personali, con molti ambienti del mondo giornalistico</strong>. </span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>L’idea di responsabilità civile dei magistrati, appare, se non altro, marginale</strong>. Al massimo può riguardare casi clamorosi di abuso &#8220;doloso&#8221; del potere giudiziario, comunque, sempre molto difficili da provare (e si immaginano le infinite dispute, conflitti vari tra autorità o altro, nella sua applicazione). E’ inoltre legittima l’obiezione dei magistrati stessi, secondo cui una tale norma renderebbe molto difficile il loro lavoro, già così delicato. Il vero problema della giustizia in Italia è r<strong>imuovere quei fattori che ne alterano il funzionamento, compromettendone il fine di tutela degli indagati e degli imputati, che costituisce uno dei fondamenti di un ordinamento democratico liberale</strong>. Se tali problemi fossero risolti è ragionevole credere che anche gli abusi diminuirebbero.  </span></p>
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		<title>Snow in Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 18:39:52 +0000</pubDate>
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		<title>Diego Iaia e l&#8217;imitazione nell&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 18:23:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[arti visive]]></category>
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		<category><![CDATA[falsari]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1123" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://trialserrors.files.wordpress.com/2012/01/3.jpg"><img class="size-full wp-image-1123" title="3" src="http://trialserrors.files.wordpress.com/2012/01/3.jpg?w=500&#038;h=298" alt="" width="500" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Diego Iaia - Ralenti</p></div>
<p><a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=36585&amp;IDCategoria=1">via Exibart</a></p>
<p>Artista, restauratore e illustratore, <strong>Diego Iaia </strong>(Roma, 1969), affronta in questa mostra i temi dell’imitazione e della simulazione da diverse angolature, mettendo in luce implicazioni inattese.  Contraffare una realtà o condizione del passato è finalità che accomuna operazioni diverse, come la cosmesi contro il decadimento del corpo, e la falsificazione di opere d’arte. Il gruppo di immagini &#8220;Il manuale del falsario&#8221; evidenzia questa insolita correlazione, mediante l’accostamento tra fotografie di persone impegnate a truccarsi, tratte dal repertorio pubblicitario moderno, e una serie di suoi &#8220;falsi&#8221; di opere grafiche riconducibili a stili diversi, dal Cinquecento all’Ottocento. Il titolo della serie è derivato dall’omonimo testo di <strong>Eric Hebborn</strong>, celebre falsario scomparso nel 1996,  da cui Iaia ha mutuato le procedure per la realizzazione dei disegni. continua su <a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=36585&amp;IDCategoria=1">Exibart</a></p>
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<p>altri articoli per exibart</p>
<p><a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=36097&amp;IDCategoria=46">Jean Jacques Du Plessis </a></p>
<p><a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=36188&amp;IDCategoria=46">Marco Morici e Ignazio Mortellaro</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/trialserrors.wordpress.com/1122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/trialserrors.wordpress.com/1122/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=trialserrors.wordpress.com&amp;blog=15997716&amp;post=1122&amp;subd=trialserrors&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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