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Archive for the ‘evolution’ Category

Bressanini contro l’ignoranza non-ogm

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Gli ogm spiegati da Dario Bressanini, docente di scienze chimiche e ambientali all’università dell’Insubria, e autore di ‘Pane e bugie’, nella sua conferenza ‘Mostri nel piatto o risorsa per il futuro’ tenuta a Ferrara il 25 marzo. Per rendersi conto dell’utilità di queste iniziative basta ricordare un dato dell’Eurobarometro: alla domanda “i pomodori comuni non contengono geni, solo gli ogm li contengono, vero o falso?” il 63% ha risposto ‘vero’ o ‘non so’.

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maggio 11, 2011 alle 3:12 pm

Bressanini contro l'ignoranza non-ogm

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Gli ogm spiegati da Dario Bressanini, docente di scienze chimiche e ambientali all’università dell’Insubria, e autore di ‘Pane e bugie’, nella sua conferenza ‘Mostri nel piatto o risorsa per il futuro’ tenuta a Ferrara il 25 marzo. Per rendersi conto dell’utilità di queste iniziative basta ricordare un dato dell’Eurobarometro: alla domanda “i pomodori comuni non contengono geni, solo gli ogm li contengono, vero o falso?” il 63% ha risposto ‘vero’ o ‘non so’.

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maggio 11, 2011 alle 3:12 pm

Le radici scimmiesche del pregiudizio

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L’occhiataccia, il guardare storto, il fissare ostinatamente con fare si sfida, per intimorire, per impaurire, per minacciare. Ancor prima di ogni comunicazione verbale,  se non proprio del passaggio alle vie di fatto fisiche, sono questi i segnali che, di solito, denunciano l’ostilità di una persona verso un’altra. Ostilità che in certi casi può essere dettata da pregiudizi razzisti, religiosi o ideologici, o magari anche sportivi. Leggi il seguito di questo post »

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aprile 8, 2011 alle 11:08 am

Quella malinconia da terza minore

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Luogo comune musicale: gli accordi minori sono “tristi”, quelli maggiori “allegri”. Perchè il nostro sistema nervoso  reagisca a questi diversi suoni assegnandogli queste due categorie emotive, è un mistero. Alla Tufts University (Massachussetts) ci hanno fatto su qualche esperimento. E hanno scoperto che la “terza minore” si manifesta anche nelle intonazioni del linguaggio umano. Lo studio è stato riportato da Scientific American. Leggi il seguito di questo post »

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gennaio 2, 2011 alle 8:07 pm

Culturomics, per studiare l'evoluzione culturale

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Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 20, 2010 alle 1:53 pm

Culturomics, per studiare l’evoluzione culturale

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Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 20, 2010 alle 1:53 pm

Estetica darwiniana, il racconto di Denis Dutton

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Un approccio darwiniano all’estetica, proposto dal filosofo neozelandese Denis Dutton, autore di The Art Inistinct: Beauty, Pleasure, and Human Evolution. Il video è molto bello,  per i curatissimi disegni “in motion”, e per la suggestiva teoria esposta attraverso di essi. In breve: il comportamento noto come esperienza estetica – dice Dutton – è presente in uomini di ogni cultura, e lo si può riscontrare anche in quelle antiche, e perfino preistoriche (sembra un po’ azzardata l’idea che le “punte di freccia” di 2.5 millioni di anni fa avessero funzione estetica). Perciò, argomenta il filosofo, questa peculiare attività – la percezione della “bellezza” – potrebbe avere radici genetiche, ed essere emersa nel corso dell’evoluzione modellata dalla selezione naturale e sessuale. Vero o falso? Leggi il seguito di questo post »

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novembre 26, 2010 alle 4:29 pm

Evoluzione gioconda

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Evoluzione dell’immagine mediante (dice l’autore) l’algoritmo Montecarlo, (credo si tratti di questo, ma invito gli esperti a precisare) usando la Gioconda di Leonardo come riferimento. Il risultato è comunque molto figo.

le.p.

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ottobre 15, 2010 alle 8:12 pm

Pubblicato in arti visive, evolution, video

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Storia dell'arte darwiniana

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Il primo corso di storia dell’arte all’università ha di solito un titolo tipo “metodologia della ricerca storico-artistica”. Alla prima lezione, quasi sempre ti fanno vedere due diapositive, una di Giotto e una di Michelangelo o Leonardo o Raffaello. E ti spiegano che per studiare l’arte, prima di tutto, bisogna evitare di cadere nell’ “errore vasariano”. E cioè evitare di considerare la storia dell’arte, come aveva fatto Giorgio Vasari scrivendo le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architetti,  come un progresso da forme di rappresentazione rudimentali, ad altre sempre più raffinate. Leggi il seguito di questo post »

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ottobre 11, 2010 alle 2:12 pm

Storia dell’arte darwiniana

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Il primo corso di storia dell’arte all’università ha di solito un titolo tipo “metodologia della ricerca storico-artistica”. Alla prima lezione, quasi sempre ti fanno vedere due diapositive, una di Giotto e una di Michelangelo o Leonardo o Raffaello. E ti spiegano che per studiare l’arte, prima di tutto, bisogna evitare di cadere nell’ “errore vasariano”. E cioè evitare di considerare la storia dell’arte, come aveva fatto Giorgio Vasari scrivendo le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architetti,  come un progresso da forme di rappresentazione rudimentali, ad altre sempre più raffinate. Leggi il seguito di questo post »

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ottobre 11, 2010 alle 2:12 pm

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