Archive for the ‘cultural history’ Category
Middle East evolution
Una specie di atlante storico del Medio Oriente, dal 3mila a.C. al 2006, in un’animazione di 90 secondi
Culturomics, per studiare l’evoluzione culturale

Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »
Culturomics, per studiare l'evoluzione culturale

Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »
Estetica darwiniana, il racconto di Denis Dutton
Un approccio darwiniano all’estetica, proposto dal filosofo neozelandese Denis Dutton, autore di The Art Inistinct: Beauty, Pleasure, and Human Evolution. Il video è molto bello, per i curatissimi disegni “in motion”, e per la suggestiva teoria esposta attraverso di essi. In breve: il comportamento noto come esperienza estetica – dice Dutton – è presente in uomini di ogni cultura, e lo si può riscontrare anche in quelle antiche, e perfino preistoriche (sembra un po’ azzardata l’idea che le “punte di freccia” di 2.5 millioni di anni fa avessero funzione estetica). Perciò, argomenta il filosofo, questa peculiare attività – la percezione della “bellezza” – potrebbe avere radici genetiche, ed essere emersa nel corso dell’evoluzione modellata dalla selezione naturale e sessuale. Vero o falso? Leggi il seguito di questo post »
Storia dell’arte darwiniana
Il primo corso di storia dell’arte all’università ha di solito un titolo tipo “metodologia della ricerca storico-artistica”. Alla prima lezione, quasi sempre ti fanno vedere due diapositive, una di Giotto e una di Michelangelo o Leonardo o Raffaello. E ti spiegano che per studiare l’arte, prima di tutto, bisogna evitare di cadere nell’ “errore vasariano”. E cioè evitare di considerare la storia dell’arte, come aveva fatto Giorgio Vasari scrivendo le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architetti, come un progresso da forme di rappresentazione rudimentali, ad altre sempre più raffinate. Leggi il seguito di questo post »
Storia dell'arte darwiniana
Il primo corso di storia dell’arte all’università ha di solito un titolo tipo “metodologia della ricerca storico-artistica”. Alla prima lezione, quasi sempre ti fanno vedere due diapositive, una di Giotto e una di Michelangelo o Leonardo o Raffaello. E ti spiegano che per studiare l’arte, prima di tutto, bisogna evitare di cadere nell’ “errore vasariano”. E cioè evitare di considerare la storia dell’arte, come aveva fatto Giorgio Vasari scrivendo le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architetti, come un progresso da forme di rappresentazione rudimentali, ad altre sempre più raffinate. Leggi il seguito di questo post »
evo-stories di Jay Gould
“I have landed, 11th September 1901”: con queste parole Joseph Rosenberg, nonno del celebre paleontologo evoluzionista Stephen Jay Gould, appuntava su un libro il suo sbarco a New York. Un secolo dopo il nipote (scomparso nel 2002) si ispirava a quell’annotazione per l’ultimo articolo – il numero 300 – della rubrica mensile “The view of life”, che egli teneva dal 1974 sulla rivista Natural History. I have landed è poi divenuto il titolo di una raccolta di questi saggi, pubblicata in Italia da Codice Edizioni. Leggi il seguito di questo post »
Bloch, Popper e l'approccio critico alla Storia
Leggendo “L’Apologia della Storia” di Marc Bloch vengono in mente tante frasi del suo (quasi) contemporaneo filosofo Karl Popper.Sorprende che i due non siano mai stati accostati, nè che abbiano mai parlato l’uno dell’altro. Leggi il seguito di questo post »
Bloch, Popper e l’approccio critico alla Storia
Leggendo “L’Apologia della Storia” di Marc Bloch vengono in mente tante frasi del suo (quasi) contemporaneo filosofo Karl Popper.Sorprende che i due non siano mai stati accostati, nè che abbiano mai parlato l’uno dell’altro. Leggi il seguito di questo post »









