Archive for the ‘arti visive’ Category
Diego Iaia e l’imitazione nell’arte
Artista, restauratore e illustratore, Diego Iaia (Roma, 1969), affronta in questa mostra i temi dell’imitazione e della simulazione da diverse angolature, mettendo in luce implicazioni inattese. Contraffare una realtà o condizione del passato è finalità che accomuna operazioni diverse, come la cosmesi contro il decadimento del corpo, e la falsificazione di opere d’arte. Il gruppo di immagini “Il manuale del falsario” evidenzia questa insolita correlazione, mediante l’accostamento tra fotografie di persone impegnate a truccarsi, tratte dal repertorio pubblicitario moderno, e una serie di suoi “falsi” di opere grafiche riconducibili a stili diversi, dal Cinquecento all’Ottocento. Il titolo della serie è derivato dall’omonimo testo di Eric Hebborn, celebre falsario scomparso nel 1996, da cui Iaia ha mutuato le procedure per la realizzazione dei disegni. continua su Exibart
altri articoli per exibart
Arte e cervello, intervista a Ludovica Lumer
La ricerca scientifica e quella artistica a volte possono trovarsi ad affrontare problemi analoghi, e condividere percorsi comuni nella ricerca delle soluzioni. E’ un po’ questo il caso delle neuroscienze, spiega Ludovica Lumer, ricercatrice di Neuroestetica al Department of anatomy and developmental biology dell’UCL (University College di Londra), e cioè di quelle aree di ricerca che, coinvolgendo diverse discipline, dalla neurobiologia alle scienze cognitive, tentano di capire il funzionamento del sistema nervoso.
L’immagine del tutto, by Howard Hallis
L’artista californiano Howard Hallis è autore di un’opera a cui lavora dal 1997, ‘The Picture of Everything‘. E’ un’immagine con un inizio, almeno temporale, ma senza una fine ben stabilita, nel tempo e nello spazio. Hallis, apassionato di cartoons e di supereroi, ha iniziato quattordici anni fa da un disegno di spider man. Poi ha proseguito aggiungendo altri supereroi e personaggi dei fumetti. E poi ancora, personaggi storici, mitologici, conosciuti o meno, luoghi, oggetti, situazioni.
Oggi l’immagine, misura 4,5 x 4,5m, è composta di 8 sezioni, ma è passibile di ulteriori estensioni. Funziona inoltre come un ‘loop’ visuale: come nei vecchi videogiochi, tipo pacman, dove il magiatutto poteva uscire da un lato dello schermo e rientrare da quello opposto, l’immagine può prosegure da destra a sinstra e viceversa o da sopra a sotto, con il cielo che prosegue nel mare, e viceversa.
Nel corso degli anni Hallis ha disegnato davvero di tutto, da Godzilla, alle Piramidi, a e tutti i personaggi che gli passavano per la testa, talvolta ripetendendoli, dopo essersene dimenticato. L’unico personaggio che Hallis dice di aver deliberatamente escluso è Hitler.
Giotto's HD tour
Dopo la Cappella Sistina, anche la Cappella degli Scrovegni di Giotto a Padova diventa hd. Su questo sito (o clicca sulla foto in alto) si può visitare virtualmente lo spazio affrescato dal pittore fiorentino (tra il 1303 e il 1305), una specie di ‘Divina Commedia’ pittorica dell’arte italiana, per il modo sistematico in cui l’artista applicò tutte le innovazioni che aveva introdotto nelle sue opere precedenti, dagli incredibili cromatismi e volumetrie di persone e oggetti, alla fisiognomica dei personaggi, alla struttura narrativa complessa e ‘veristica’. Lo strumento virtuale è stato realizzato da Haltadefinizione, selezionando e montando 14mila fotografie in alta risoluzione scattate nel corso di 20 notti.
Naturalism in visual arts, qualche appunto 2

The Truman Show, 1998
Attribuire alla nozione di ‘fedeltà visiva’ un relativismo totale, premesso tutto ciò (vedi post precedente) non sembra soddisfacente. Ci sono davvero tanti modi di vedere (nel senso specifico, di percepire visivamente) quanti sono gli stili che sono stati sviluppati nelle arti visive? Anche se così fosse, non potremmo comunque capire ‘come vedevano’ in un dato periodo o secondo certe convenzioni, perché osserveremmo l’immagine attraverso il ‘filtro’ del nostro modo di vedere, o del nostro ‘linguaggio’ percettivo. Forse l’inghippo, in questo approccio sta nel voler sostenere che tutti gli stili pittorici hanno una loro intrinseca oggettività rappresentazionale e non solo uno, e cioè quello che caratterizza i dipinti prodotti dalla tradizione classica europea fino all’impressionismo (più o meno), o le fotografie. Leggi il seguito di questo post »
Naturalism in visual arts, qualche appunto 1

Sarebbe interessante, se fosse possibile, fare una ricerca statistica sui commenti più frequenti nella storia del pubblico artistico. E’ plausibile che ai primi posti ci sarebbero ancora, nonostante tutto, espressioni del tipo ‘sembra vero’, oppure ‘sembra una foto’. La nozione di verosimiglianza probabilmente è ancora il parametro interpretativo più immediato per la maggior parte delle persone che osservano un’immagine, nonostante sia stata smontata e rimontata in mille modi da filosofi, semi0logi, linguisti, e dagli stessi storici dell’arte. Leggi il seguito di questo post »
Musei a realtà aumentata
Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2011 – Google Art Project è un potente strumento per l’accesso ‘da remoto’ ai più celebri musei del mondo. Ma quando la fruizione è dal vivo, può essere più utile un’applicazione contestuale, che offra approfondimenti alle immagini. A svolgere questa funzione punta, ad esempio ‘PasspArt’, videoguida interattiva per musei che debutterà il prossimo marzo a Palazzo Medici Riccardi a Firenze. L’applicazione è prodotta dalla società fiorentina C&T Crossmedia in collaborazione col Mit di Boston, dove è stato progettato il sistema operativo. Si scarica dall’App store, (ma è prevista una versione Android), oppure affittando un iPod touch all’ingresso del percorso. Fornisce approfondimenti storico-artistici sulle singole opere mediante video e contenuti testuali e visivi. Si naviga sfruttando la ‘realtà aumentata’, (del tipo ‘fotografa l’opera e accedi alla spiegazione’), o digitando il numero di riferimetno come nelle vecchie audioguide. Realtà aumentata è anche concetto alla base di VisiTo, (Visual Support to interactive tourism in Tuscany) altra applicazione smartphone per il turismo sul territorio toscano, che presenta inoltre specificità open source e di rete sociale. Permette di pianificare visite seguendo i suggerimenti di altri utenti, e accedere a informazioni tratte anche da database aperti, come wikipedia. L’applicazione ‘riconosce’ i monumenti fotografati consultando il database online di Alinari Sole24Ore.
Museo virtuale, ma solo nella fruizione
Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2011 – Il museo fisico diventa virtuale, ma c’è chi vuol fare del museo virtuale un concreto spazio espositivo. E’ l’idea alla base dell’Adobe Museum of Digital Media, progetto patrocinato dalla software house americana, e sviluppato dall’azienda di produzioni digitali anglo-italiana Unit9 in collaborazione con l’architetto Filippo Innocenti che ha progettato la struttura. Nelle intenzioni dei suoi creatori, spiega Piero Frescobaldi di Unit9 “Adobe Museum vuole essere un monumento all’entrata del virtuale nella vita quotidiana, avvenuta negli ultimi 10 anni”. Prima di tutto un monumento architettonico, con una sua precisa fisionomia (se pur in ambiente digitale), riconoscibile e percorribile, immaginabile all’interno delle skyline cittadine di tutto il mondo. E’ un museo a tutti gli effetti, con un direttore e un comitato scientifico a cui si rivolgono gli artisti interessati a sperimentare le possibilità creative del digitale. Dalla sua apertura, nell’ottobre 2010, ha ospitato una rassegna dell’artista Tony Oursler, specializzato in istallazioni multimediali, curata da Tom Eccles, direttore esecutivo del Bard College Center for Curatorial Studies di Annandale, New York. Prossimi appuntamenti: un’esposizione dedicata all’artista giapponese Mariko Mori e al grafico americano, nonchè presidente della Rhode Island School of Design, John Maeda.
Dentro le gallerie e per le strade dell’antica Roma, con Google
E’ quasi il sogno di ogni studioso e appassionato di storia dell’arte. Poter accedere a tutti i musei più importanti senza dover viaggiare da un capo all’altro del mondo. E soprattutto, poter esaminare da vicino le opere, con una definizione pari a quella che potrebbe presentarsi agli occhi da una distanza di pochi centimetri. Roba da Google. Che ha lanciato da qualche giorno Google Art Project. Leggi il seguito di questo post »
Dentro le gallerie e per le strade dell'antica Roma, con Google
E’ quasi il sogno di ogni studioso e appassionato di storia dell’arte. Poter accedere a tutti i musei più importanti senza dover viaggiare da un capo all’altro del mondo. E soprattutto, poter esaminare da vicino le opere, con una definizione pari a quella che potrebbe presentarsi agli occhi da una distanza di pochi centimetri. Roba da Google. Che ha lanciato da qualche giorno Google Art Project. Leggi il seguito di questo post »












