E fate la Repubblica indipendente della Val di Susa, oppure basta
Quali sono le ragioni dei no tav? Ce ne saranno di certo: se non proprio ragioni oggettive, di tipo economico (costi, benefici, impatto ambientale ecc. e anche se personalmente propendo per le quelle a favore del tav, riconosco il beneficio del dubbio) ci sono quelle umane, connesse agli eventuali disagi che i cantieri possono portare nella Val di Susa. Ci sono le ragioni di parte, condivisibili o meno, ma certamente legittime, di una popolazione che non ritiene giusto che il territorio in cui abita venga attraversato da un treno.
Al di là delle motivazioni, la questione dei no tav però sta diventando di metodo. Questa sceneggiata degli scontri in Val Susa va avanti da anni, e negli ultimi mesi sta acquistando una valenza grottesca, da bollettino di intifada nei territori occupati. Ecco, facciamo un paragone: i palestinesi lottano per riprendersi le terre che (dicono) sono state loro sottratte, per cancellare dalla faccia della terra Israele, o almeno per non veder più i soldati israeliani in quelle occupate. Giustificate o meno, le loro sono rivendicazioni politiche, contro un Paese di cui non riconoscono le leggi, e nemmeno, in molti casi, il diritto di esistere.
Dove non tiene la similitudine? Non tiene per il fatto che i val susini non vivono in territori occupati, non sono perseguitati militarmente, non fanno alcuna rivendicazione politica. Lottano contro la realizzazione di un’infrastruttura, e a questa lotta stanno dando ridicoli toni mitologici, tanto da martirizzare uno che si attacca deliberatamente ai cavi dell’alta tensione (e il sospetto è forte, insomma, che stiano prendendo gusto a un certo protagonismo mediatico). Ora: dovrebbero decidere cosa vogliono fare. Se intendono proseguire con la strategia dell’ “avanti a oltranza”, dovrebbero però, per coerenza, fare un salto qualitativo, e portare la lotta a un livello di rivendicazione politica. Facciano la Repubblica indipendente della Val di Susa, e la secessione dall’Italia. Si battano pure per questo, se lo ritengono giusto, fino a che non gli rimane più una cartuccia da sparare. Ma se intendono stare all’interno dello Stato italiano, con tutti i diritti, i doveri, (e mettiamoci pure le ingiustizie, le inefficienze e gli abusi) che ne derivano, alla fine dovranno tornare a difendere le loro idee e motivazioni secondo le regole di questo Paese e i metodi da esse prescritti. Perché così creano l’impressione di un gruppo di bambini capricciosi che giocano alla guerra tanto per, con connesso insensato spreco di risorse, tempo, e inutili lacrime.






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studentslaw
marzo 17, 2012 alle 11:12 pm
Scusa, ma tu hai mai letto qualcosa sul TAV? Ti consiglio un altro tentativo, perché al momento sei nella fase di “error”…
Adry
settembre 29, 2012 alle 3:01 pm